sabato 30 ottobre 2010

Mousse al cioccolato

Un dolce semplice semplice ma di grande effetto.. e soprattutto buonissimo che non avete idea!! E come se non bastasse è anche "dietetico"... Certo, per quanto dietetico possa essere un dolce al cioccolato! Però in un questa cremosissima mousse non c'è la panna, e se volete si può fare anche senza aggiungere zucchero! 
Ma come si può fare una mousse così senza la panna?? E' presto detto. 
Basta lavorare tanto sulle uova! E quindi montare gli albumi a neve, ma non solo.. Montare anche i tuorli! Sembra una cosa da poco, ma in realtà è fondamentale, e ve ne accorgerete dal risultato! La mousse sarà gonfia, densa e cremosissima, nonostante non ci sia neanche l'ombra della panna
Questa la base.. ovviamente le varianti possono essere moltissime.. Si può aromatizzare la mousse con il rhum e la scorza di arancia e poi aggiungerci sopra delle fettine di arancia candita; oppure si può arricchire il tutto con un trito di frutta secca (pistacchi, mandorle e nocciole p.e.); oppure ancora si può aromatizzare con il caffè
Io, però, vi dico la mia.. Ho scelto gli amaretti, perché come accoppiata mi sembrava divina! E non mi sbagliavo.. Basta aggiungerne un po' all'impasto e il risultato sarà pura magia! Se non vi piacciono gli amaretti, però, non preoccupatevi. Non è assolutamente un sapore che prevale, non disturba neanche chi non ama molto l'amaretto. Per intenderci, io non mangerei mai un amaretto intero, non mi piacerebbe, ma per questa mousse esco pazza! Diciamo che danno carattere al cioccolato, senza però che si sentano nel sapore finale. Il trucco, poi, sta nel mettere a bagno gli amaretti con un po' di caffè e liquore (io uso il San Marzano, ma va benissimo anche il Rhum), in modo che il sapore sia ancora più amalgamato!

Vediamo come si fa:

2.

La scuola
di S.M.

Caro Beppe,
sono una mamma che vive a Legnano, volevo raccontarti una storia, una favola della buona notte. C'erano una volta 2 bambini, uno di nome Paolo l' altro di nome Matteo, dovevano frequentare le scuole elementari. La mamma di Paolo decide di iscrivere il figlio in una scuola pubblica, l'ha frequentata pure lei e si ricorda che era bello andare a scuola. Quella stessa scuola l'hanno frequentata tutte le sue amiche del vicinato e, si ricorda, che si andava tutti a piedi o in bicicletta quando ancora era possibile, poi la pista ciclabile l'hanno tolta, ma questa è un' altra storia. La mamma di Matteo invece decide di mandare il figlio in una scuola privata, lei sta bene economicamente, per sua fortuna, non vuole che suo figlio stia in classe con bambini di altre nazionalità. Io non ci vedo niente di male, ma le scelte sono scelte. Il primo giorno di scuola Paolo incontra Matteo sul pianerottolo: Matteo ha la sua bella cartella nuova e un mazzettino di fiori per la maestra; anche Paolo ha la sua bella cartella nuova però anzichè il mazzettino di fiore ha borsa grande con dentro la carta igienica , il sapone per le mani, le risme di carta, tovaglioli e fazzolettini. Gli anni passano, siamo in 3° elementare, Paolo ha cambiato 6 maestre di italiano, 3 di storia e 2 di matematica, Matteo invece ha sempre la stessa maestra a cui ogni tanto porta i fiori. Paolo legge a malapena e scrive molto male, Matteo è sereno, scrive e legge come un bambino della sua età. Matteo il pomeriggio pratica uno sport, Paolo invece fa le sedute con un neuropsichiatra infantile per problemi di probabile dislessia. La mamma di Paolo a un certo punto decide di cambiare scuola, si accorge che la scuola pubblica non è più quella di una volta, allora con amarezza chiede un prestito e manda suo figlio nella stessa scuola di Matteo. Una bella scuola privata al costo di circa 2 mila euro l'anno. Paolo comincia a imparare a leggere in modo corretto, a scrivere in modo chiaro. La mamma di Paolo poi scopre che la regione Lombardia di rimborsa circa il 30% della retta anche se hai un reddito alto, la mamma di Matteo prende anche lei il rimborso. Allora comincia a pensare e le viene da piangere perchè capisce che i soldi dati a famiglie che si possono permettere il lusso di pagare 2mila euro l'anno per il proprio figlio( per ragioni diverse), vengono tolti alla scuola pubblica dove tanti Paolo resteranno dei bambini di serie B; in una società dove si vuole che determinate persone non imparino perchè l'ignoranza fa comodo. L'uomo non pensante non disturba, non si lamenta, pensa solo ad arricchirsi per avere il giocattolo pù bello di quello del suo vicino di casa. Paolo resterà comunque disoccupato, Matteo entrerà con una bella raccomandazione in un azienda. Grazie per questo spazio, cerchiamo di riprenderci la nostra vita e di dare ai nostri figli un Italia più pulita dove tutti abbiamo la stessa possibilità di diventare uomini con onestà, sacrificio e responsabilità. Perchè un giorno tutti possano dire "e vissero felici e contenti".

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...